Paolo Forsennati

Maremmano, guelfo bianco, concepisce la Fotografia e l'Arte come un ritaglio di percezioni, come un filo sottile che unisce l'immaterialità del tempo trascorso cercando di instaurare una complicità personale tra l'artista e il pubblico. Art director e designer, si occupa fin dagli anni ‘90 di comunicazione e immagine coordinata, per aziende nazionali ed internazionali. Dagli allestimenti museali alle mostre, si è sempre confrontato con un percorso fatto di ricerca e di assidua cura del particolare, spaziando in un ambito creativo ed artistico variegato. Attratto da forma e creatività, cerca di trasporre nelle immagini la propria sensibilità, anima e visioni.  Collabora a progetti di fotografia terapeutica con donne in ricerca di sé, o con persone in transizione per disforia di genere. 

 

Per il teatro è autore di testi e contaminazioni di cui cura anche la regia, poiché la scena dalla parte della platea è esattamente uno scatto fotografico in movimento. Come divulgatore, tiene incontri di Estetica e Fotografia, Teatralità e Fotografia, Astrazione e Realtà, Sacro e Profano. 

 

Pubblicazioni :

  • “Edward Hopper Tribute” 2011
  • “Ma-Donne; un universo al femminile” 2014
  • "Dittici" 2019
  • "A Broken Doll" 2020
  • "My Secret Book" 2020

 

Tra le mostre:  

  • “Prima di dormire” (2013) 
  • “Presenza Sonora” (2013-2014).  
  • “Il Racconto dell'Assenza” (Festival intern. Fotografia al M.A.C.Ro. Roma, 2013)
  • “In-Visible” (2015)
  • “I Sette Vizi Capitali” (2015)
  • “Weston Tribute” (2016). “Cerotti” (2017)
  • “Superstition” (2017)
  • "La famiglia in Italia" (FIAF 2018)
  • "Eterogenie collettive" (Collettivo F.A.R.E., Leumann nov.2019)