La mia storia fotografica inizia con la Danza. Tre anni di fotografia di scena: dalle scuole della mia Torino, ai teatri cittadini. Chiudo definitivamente questo paragrafo fotografico con "Paesaggio Danza": 20 immagini tratte dallo spettacolo "Eros Thanatos", ballato dal Ballet du XXme Siecle di Maurice Bejart.
Dal 1983 ho cercato di dare alle mie foto un tono più evocativo e meno celebrativo. Non più la velocità dello scatto, l'intuizione di ciò che sta per accadere e la capacità di folgorarlo sull'emulsione della pellicola, ma un'immagine che riuscisse a far pensare riaccendendo un sentimento, un'emozione, un ricordo. Sono le immagini di "Impronte Invernali" del 1983 e, di lì, a seguire fino al 1994 con "In questo sogno sono su di una corda tesa".
Soffrendo di "incondizionata solitudine", come scrive Pieremilio Ladetto, ho aperto il diaframma, mettendo insieme una serie di scatti spontanei e cercando di andare al di là dell'inquadratura, di non influenzare la scena con la mia presenza, col mio sguardo. Il taglio in camera oscura declina l'intento di "registrare" uno stallo, i vuoti urbani che mi circondavano, il disagio di un ambiente che rende lontani ed estranei... Prendono così forma le immagini de "L'Urbe".
Amo fotografare.
Oggi registro le forme del reale che chiamano i sentimenti del passato, rappresentare un punto di riferimento per chi osserva la foto e vede un po' di sé stesso, i propri ricordi, la propria vita trascorsa e presente, scrivendo di chiaro e di scuro la mia storia e, magari, anche un po' la Vostra.